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LA FESTA DI SAN VALENTINO A TERNI

San Valentino, patrono di Terni e protettore degli innamorati di tutto il mondo, rinnova il 14 febbraio i suoi miracoli d'amore.
Terni conserva le spoglie mortali di San Valentino, la cui fama ha scavalcato le montagne e gli oceani e si è diffusa in tutto il mondo. Nella cittadina umbra la festa degli innamorati non è però solo uno scambio di bigliettini o fiori ma assume significati più profondi. Ogni anno, nella basilica dedicata a san Valentino, centinaia di futuri sposi, danno vita alla cerimonia della Promessa, scambiandosi una "promessa" d'amore in vista del futuro matrimonio.
Due momenti sono poi dedicati agli sposi che, raggiunto un traguardo d'argento e d'oro, vogliono rinnovare l'impegno della loro unione.

Ma le manifestazioni valentiniane, che per tutto il mese di febbraio fanno di Terni la città di San Valentino, la città dell'amore, non sono soltanto religiose. Terni si fa romantica ed accogliente: mette in rete esercizi commerciali, alberghi, cinema, teatri e locali ed offre grandi spettacoli, incontri culturali, mostre d'arte, itinerari del sapere. Nasce così un cartellone ricco di eventi, festeggiamenti, di idee e omaggi d'amore. Quasi cento appuntamenti tra musica, arte, spettacolo, sport, seminari, celebrazioni religiose che vedono protagoniste le associazioni cittadine, impegnate nella cultura, nel sociale e nello sport. (Il programma completo delle manifestazioni si trova sul sito del comune di Terni).

Una bella idea per trascorrere un San Valentino diverso e interessante: visitare Terni e immergersi nella sua magia insieme alla propria metà.

IL 50% DEGLI ITALIANI PROMUOVE I PRODOTTI AGRICOLI DEL TERRITORIO

Secondo un’indagine Swg - Coldiretti, per un italiano su due gli alimenti tipici del nostro territorio valgono dal 30 al 50% in più. Emerge, quindi, un'attenzione forte per i prodotti agroalimentari made in Italy anche se la difficoltà maggiore per i produttori è come capitalizzare questo patrimonio.
Lo ha detto il presidente della Swg Roberto Weber presentando i dati relativi ad un’indagine realizzata per Coldiretti al convegno “Più valore per l’agricoltura made in Italy” organizzato dall'associazione ad Agriest . Agriest è una delle più importanti e consolidate manifestazioni del settore dell'agroalimentare che si è da poco svolta a Udine dal 22 al 25 gennaio scorsi.
Proprio in questa occasione, dunque, lo stesso Weber avrebbe suggerito alle aziende agricole la necessità sempre più impellente di fare rete identificando i prodotti con un marchio regional-nazionale che deve essere diffuso nei luoghi di vendita diretta, nei mercati di Campagna amica e nei Farmer’s Market.
I produttori hanno evidenziato una palese contraddizione tra la fiducia registrata nei consumatori e il basso riconoscimento da parte del mercato, che paga alle imprese agricole prezzi sempre più bassi per i prodotti, anche se piano piano si sta risalendo la china sia con le vendite dirette in azienda, sia con gli agriturismi, sia con i mercati di Campagna amica e con il progetto di Coldiretti “Una filiera agricola tutta italiana”. Un progetto, questo - come ha ricordato anche il direttore di Coldiretti del Friuli Venezia Giulia, Elsa Bigai – che punta “all’abbattimento delle barriere che si frappongono tra produttore e consumatore e che privilegia la filiera corta". Tra i protagonisti di questo progetto anche i Consorzi Agrari che, come ha spiegato il direttore del Consorzio di Siena, Pietro Pagliuca possono svolgere un ruolo fondamentale sia nell’acquisto e distribuzione dei prodotti delle imprese agricole sia nella fornitura di beni e servizi alle imprese agricole.
Con questa rete di soggetti sarà possibile realizzare un sistema il cui il protagonista sia l’impresa agricola ed il suo rapporto con i cittadini.

(Fonte: AdnKronos)