Guida agli agriturismi di Italia
Agriturismo Montalbino
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AGRITURISMO IN UMBRIA

“Cuore verde dell’Italia”, così viene spesso definita l’Umbria e già in questa frase emergono le caratteristiche salienti della regione: la posizione geografica al centro della penisola, senza sbocchi al mare, la predominanza di territorio collinare e la presenza di una natura esuberante e suggestiva.

Anche in Umbria, come in Toscana, l’agriturismo ha una lunga e consolidata tradizione, dovuta al calore e alla familiarità dell’accoglienza, alla bellezza e allo charme delle strutture e naturalmente alle attrattive paesaggistiche. Poche zone, del resto, sono capaci di offrire suggestioni spirituali, testimonianze artistiche ed eccellenze ambientali che si fondono in un equilibrio armonico. Il visitatore non può che lasciarsi avvolgere dalle emozioni e far tesoro dei valori umani e culturali di cui l’Umbria è portatrice.

La visita ai luoghi del santo amato da tutti vi farà apprezzare la splendida Basilica di Assisi, con i capolavori di Giotto, la Porziuncola, sita all'interno di S.Maria degli Angeli sempre in Assisi e la suggestiva chiesa di San Damiano a cui Francesco dedicò impegno e fatica. Nella provincia di Terni potete raggiungere la Cascata delle Marmore che, con le acque del Velino che si congiungono al Nera, compie un salto di 165 metri in tre balzi. Dirigendovi in direzione opposta e passando per Narni e Amelia raggiungerete la città di Orvieto. Qui è d'obbligo una visita al famoso Duomo, capolavoro dell'architettura gotica italiana.

IL PAESAGGIO RURALE UMBRO                 

Il paesaggio umbro si è sempre caratterizzato, nella storia, per il suo aspetto aspro: terra di contrafforti, di rocche e castelli che nella campagna funzionavano da centri di difesa oltre che da avamposti per le bonifiche e le coltivazioni, di abbazie fortificate che controllavano grandi proprietà terriere. Anche l'architettura rurale presenta caratteri difensivi nei tipici insediamenti mezzadrili di case coloniche sparse nei poderi che di solito raggiungevano l'estensione di 10-12 ettari e su cui si stabiliva una famiglia di almeno 10 persone. Un piccolo mondo autosufficiente, ospitato in dimore generalmente sistemate su porzioni collinari, ornate di loggiati, arcate e torri colombarie, in cui si alternavano le colture arbustive, le foraggere ed i cereali, con evidenti effetti di varietà del paesaggio. Accanto alle abitazioni coloniche, le fattorie e le ville padronali diffuse a partire dal XVI secolo, complessi di maggiori proporzioni, connessi a proprietà di media estensione, spesso ricavate da antichi castelli o conventi ristrutturati, ancora oggi presenti nel territorio perugino e nell'Umbria settentrionale. Ma il paesaggio collinare umbro è anche famoso per le colture dell'olivo e della vite: un mosaico irregolare di piccoli appezzamenti quasi mai chiusi, spesso delimitati solo da alberate, che oggi sono diventati centri di colture altamente specializzate.

LA FESTA DA NON PERDERE

Calendimaggio ad Assisi (PG)

Le feste di maggio hanno una lunghissima tradizione, nata dall'incontro fra i riti romani e la tradizione del maggio cristiano, in onore della Madonna. Ad Assisi si celebra oggi un Calendimaggio veramente suggestivo, che pur essendo di recente recupero (1954), è vissuto con grande coinvolgimento e passione. La manifestazione affonda le sue radici nell'antica rivalità tra le due Parti del centro storico, quella "de Sopra" e quella "de Sotto".

Nell'arco di tre giornate, dal primo giovedì del mese di maggio alla notte del sabato seguente, fra le due Parti si alternano rappresentazioni teatrali, sfilate in costume, accurate ambientazioni, gare di abilità, sfide canore, danze. E' straordinario il livello qualitativo che tutte queste esibizioni hanno raggiunto, considerando che i partecipanti non sono mai dei professionisti bensì gli stessi abitanti, che lavorano appassionatamente al progetto per l'intero anno.
Di grande suggestione risultano le ambientazioni d'epoca: scorci di vita medievale, studiati con grande rigore, vengono allestiti in cornici sceniche curate fin nei particolari. Si vedono taverne, botteghe, laboratori artigiani, che svolgono realmente la propria attività: dalla fabbricazione della carta, alla tessitura, alla rilegatura di libri, alla cottura di cibi tradizionali. Il venerdì pomeriggio si svolge una gara fra cinque balestrieri o arcieri per parte, ciascuno abbinato ad una giovane designata "Primavera". La Primavera abbinata all'atleta vincente viene eletta Madonna Primavera, regina della festa ma anche asso nella manica della propria parte in caso di parità: in tale eventualità sarà lei a far pendere la bilancia in favore della propria parte.
Il sabato pomeriggio si svolgono maestosi cortei, con oltre cinquecento figuranti per parte, carri scenici e rappresentazioni in onore dell'amore e della primavera. In serata ha luogo una gara canora, con l'interpretazione di brani medievali o del primo Rinascimento, prima del magnifico corteo conclusivo in onore del fuoco.
Nella notte giunge il verdetto della giuria, composta da esperti, letterati e studiosi: la parte vittoriosa si abbandona a straordinarie manifestazioni di giubilo, con danze e banchetti in ogni angolo dei propri quartieri.

I VINI DELL'UMBRIA

Per suggerire un itinerario enologico nel “cuore verde dell'Italia” non mancano di certo i contenuti: l’Umbria vanta circa 23 mila ettari di terreni coltivati a vigne. Le sue fertili colline, solcate dal Tevere e dai suoi affluenti, offrono, con gli ordinati filari di vite, uno spettacolo di natura e pace dove, magicamente, storia, religione, ambiente e tradizioni sembrano conciliarsi in un tutto armonioso.

La provincia di Terni vanta almeno sei vini degni di nota. In località Castelgiorgio, raggiungibile in pochi minuti da Orvieto percorrendo la SS 71, si produce l'omonimo vino dal colore rosso rubino e, per gli amanti del rosso, sempre in zona si può degustare lo Scacciadiavoli, prodotto da uva barbera e uva montepulciano.
Proseguendo per 3 Km verso nord a Castelviscardo potrete assaggiare un ottimo vino bianco, molto profumato e leggermente acidulo, insieme al Castelviscardo rosso, vino di corpo con un piacevole retrogusto amaro.
Ma se avete deciso di conoscere veramente la provincia di Terni non potete dimenticare di degustare il Monte Giove di Orvieto, un vino rosso rotondo e vellutato dal profumo di fragola matura, e soprattutto il famosissimo Orvieto, frutto prezioso delle incantevoli colline limitrofe alla cittadina.
Se invece,visitando l'Umbria, state percorrendo il classico itinerario religioso lungo le vie francescane, la provincia di Perugia vi offrirà senza dubbio una ricca possibilità di scelta tra i suoi molti e apprezzati vini. I suoi bianchi vanno dal San Giustino, un vino da pesce chiaro con riflessi dorati, al Tevere Bianco, piacevole e leggero con un forte sapore di uva. E ancora fra i bianchi il Trebbiano, vino di corpo dal gusto particolarmente astringente e il Montecastelli.
Fra i rossi incuriosisce la storia del Sacrantino, prodotto nella zona di Montefalco, un vino di colore rosso intenso con un forte sapore d'uva matura. Le sue origini devono essere ricondotte al periodo medievale durante il quale i frati francescani iniziarono la produzione del Sacrantino come vino da Messa. A nord di Perugia, sulle colline di Città di Castello, raggiungibile grazie alla comoda SS 3b, si produce un fine vino rosso dal sapore secco e con una leggerissima spuma chiamato Tiferno, nome d'età romana di Città di Castello. Sempre nell'area perugina vanno sicuramente assaggiati il Panicale, un vino rosso odoroso e assai piacevole, e il Montecastelli rosso, secco e leggermente tannico.
 

I SAPORI DELL'UMBRIA

La “verde Umbria”, l’unica regione dell’Italia centrale priva di sbocchi sul mare, grazie all’abbondanza di acqua dolce presenta nella sua gastronomia numerosi e saporosi piatti a base di pesce, grazie ai quali gli umbri godono del tradizionale soprannome di “mangialische”. Tutta la gastronomia umbra, del resto, si ispira chiaramente alla tradizione, profondamente coltivata e sentita.

LE SPECIALITA'. Fra le più ghiotte specialità umbre, presenti immancabilmente fra gli antipasti, non possono mancare i prodotti della norcineria, la sapiente lavorazione delle carni suine che in tutta Italia porta il nome dal centro umbro di Norcia. Qui la tradizione viene amorosamente coltivata, a partire dall’alimentazione degli animali, a base di cereali (grano, mais) e di ghiande. Un altro prodotto di Norcia, il tartufo nero, profuma i crostini umbri, fette di pane abbrustolite spalmate con un semplice composto di filetti di acciughe e olio (extravergine umbro, naturalmente) e ricoperte da scaglie del prelibato tubero.

I PRIMI. Come in Toscana, si possono gustare in Umbria gustose pappardelle al sugo di lepre, con qualche interessante variante: al posto del pomodoro, l’intingolo si arricchisce di succo di limone, capperi e olive nere, che vanno ad aggiungersi a salvia e rosmarino. Tipicamente umbri nella loro semplicità sono gli strengozzi alla spoletina, tagliolini spessi e stretti, formati con un impasto di acqua e farina, conditi con un sughetto di aglio, olio, pomodoro, peperoncino e prezzemolo. La minestra di lenticchie e di farro, infine, ci consente di ricordare un altro vanto dell’agricoltura e della gastronomia dell’Umbria, le lenticchie di Castelluccio, minuscole e dalla buccia estremamente sottile, che vengono accompagnate al farro, cereale che gli antichi romani usavano prevalentemente proprio per le minestre con i legumi, rimasto nei secoli come alimento di regioni povere e recentemente riscoperto, anche grazie all’agriturismo.

I SECONDI. Per le carni prevale la semplice cottura alla griglia o allo spiedo; non mancano, comunque, preparazioni un po’ più complesse, sempre basate su ingredienti genuini, come la faraona ripiena con una farcia di salsicce, insaporite con salvia, rosmarino, ginepro, vino e cotta al forno. Fra i piatti di pesce, assai amati, come dicevamo, dai “msngialische” umbri, va ricordata la carpa in porchetta, una preparazione che ci presenta la regina del Trasimeno farcita con prosciutto, aglio, semi di finocchio selvatico, rosmarino e cotta nel forno.

I DOLCI. Per quanto riguarda i dolci, infine, la tradizione umbra che ha prepotentemente superato le usanze di più antica data è certamente quella del cioccolato di Perugina, che pur avendo assunto precocemente il carattere di industria alimentare (una delle più antiche in Italia), ha conservato l’accuratezza della lavorazione artigianale. Costituisce addirittura un elemento fondamentale dell’identità perugina, come dimostra la diffusione di un’associazione cittadina, significativamente chiamata Compagnia del Cioccolato.

Agriturismo Pasqua
Iter Edizioni

MAPPA UMBRIA

 

A PIEDI SUI MONTI SIBILLINI