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AGRITURISMO IN LIGURIA
Terra stretta tra le montagne e il mare, la Liguria risente inevitabilmente nelle sue caratteristiche di questi due estremi paesaggistici. La costa è la maggiore attrattiva ma ci sono straodinarie sorprese anche nell'entroterra, dove hanno sede la maggior parte degli agriturismi della Liguria. Una delle immagini peculiari del paesaggio ligure è costituita dalle terrazze di terra coltivate e dai borghi arroccati con i vicoli stretti e in salita: la dimostrazione di come l’intervento umano ha modificato il territorio, arricchendolo senza snaturarlo. Le olive e il basilico sono solo due dei frutti principali di questa regione, “strappati” con fatica alla natura e diventati simbolo della tradizione popolare ligure.
Il turismo balneare è il più rinomato della regione ma il clima mite e la vegetazione tipica mediterranea la rendono meta ideale anche per escursioni sui numerosi sentieri della costa e dell'entroterra, per scoprire borghi marinari e paesi delle valli, per assaporare una cucina ricca di aromi e di accostamenti originali.
Numerose potranno essere per il turista curioso le occasioni di visita sia sulla costa che nell'entroterra. Sulla costa vale la pena godersi il borgo medievale di Noli, una minuscola repubblica marinara, Albenga con il suo centro storico pressoché intatto, Alassio, centro turistico d'antica tradizione, San Remo, che oltre ai fasti moderni del Festival della Canzone Italiana può vantare un passato medievale testimoniato, fra l'altro, dalla splendida cattedrale di San Siro. Nell'entroterra, fra Loano ed Albenga, non mancate di visitare le Grotte di Toirano. Oltre a laghetti, corridoi e saloni sotterranei, la visita guidata vi farà scoprire il cimitero degli orsi e alcune emozionanti tracce lasciate dall'uomo in epoca preistorica (circa 12.500 anni fa).
L'AGRITURISMO IN LIGURIA E LA TIPICA CASA RURALE
Nel XVII e XVIII secolo, nell'area appenninica, si diffusero case di piccola proprietà, generalmente edificate sui pendii, su cui la fatica dei contadini andava strappando fasce di terreno a terrazza per le colture, in special modo vite, olivo e alberi da frutta. Per questa particolare conformazione del terreno, ancor oggi la casa poggia spesso su due ripiani, il rustico e l'abitazione dislocati su terrazzamenti diversi. Si può notare questa particolare struttura pure in alcuni agriturismi attuali. Nella parte superiore si situano le camere e la cucina, in quella inferiore la stalla, i magazzini e la cantina. Mancano quasi sempre le scale perchè il dislivello delle due terrazze permette accessi separati ai due piani. Il tetto è quasi sempre nella pietra locale, l'ardesia. Queste abitazioni, dunque, si sviluppano su alture, con aperture ristrette e che riflettono la natura semplice ed austera della civiltà contadina ligure.
L'AGRITURISMO E LA FESTA DA NON PERDERE
La festa di Santa Maria Maddalena e il “Ballo Della Morte” a Taggia (IM)
Andare in agriturismo in Liguria significa godere della bellezza della natura, della cucina tipica e anche della storia e tradizioni risalenti alle origini contadine. La festa di Santa Maria Maddalena a Taggia si svolge l’ultimo fine settimana di luglio ed ha radici molto antiche. La leggenda vuole che nel suo lungo peregrinare Maria Maddalena (I secolo d.C.) si sia fermata, prima di arrivare in Provenza, dove morì, in una grotta nei pressi di Taggia. Vicino a quella grotta nel IX secolo i frati benedettini realizzarono una chiesa e un romitorio, dove svolgevano le funzioni religiose nel mese di settembre, periodo in cui la zona era molto frequentata per la raccolta di castagne. La “messa delle castagne” continuò ad essere celebrata dalla compagnia laica di Santa Maria Maddalena, anche dopo la partenza dei frati avvenuta nel 925. Il culto della Santa ha quindi radici molto antiche e fortemente innestate sugli usi e sulle modalità di vita locali.
La festa comincia la sera del sabato con una roboante processione che sale all’eremo da Taggia fra suoni della banda e nutrite scariche di mortaretti. Sui prati circostanti l'eremo viene consumata la cena a base di minestrone e stoccafisso; la notte che segue è festosa, mentre al raccoglimento devozionale è dedicata la messa della domenica. La festa si conclude trionfalmente con “u bau de a morte” (il ballo della morte) e la distribuzione ai presenti di mazzetti di lavanda.
IL BALLO DELLA MORTE. In quest’ultima fase si addensano i simbolismi più arcaici, legati ad una ritualità paganeggiante. Le origini della danza sono arcane e misteriose: l’inizio è allegro e sfrenato, al ritmo di una musica simile alla tarantella, e vede coinvolti due “mimi”. D’improvviso la “morte” di uno dei due danzatori suscita la “disperazione” dell’altro, fino all’inattesa “resurrezione”, seguita da un ballo sfrenato, quasi una danza bacchica. Il tutto è stato paragonato alla ciclicità delle stagioni: l’allegria del raccolto autunnale, il triste inverno e l’irrompere della primavera, con il suo portato di nuove energie vitali.
Un altro gesto simbolico caratteristico è quello dell’offerta da parte dei “maddalenanti” di mazzetti di lavanda in segno di amicizia. I pregi della piantina odorosa, che con il suo profumo lieve impregna ancor oggi la biancheria di molte famiglie, sono molteplici: nella simbologia cristiana indica virtù e purezza, ma la sua spiga è considerata anche un amuleto protettivo da disgrazie e ossessioni e un talismano che richiama prosperità e fecondità.
L'AGRITURISMO E I VINI DELLA LIGURIA
Per questa regione dalla morfologia veramente singolare, sospesa com'è fra mare e monti, la produzione di vino, sebbene di quantità limitata, gode di una notevole rinomanza nella considerazione degli esperti, come potranno testimoniare tutti i produttori locali e i gestori degli agriturismi della Liguria.
Partendo dalla provincia di La Spezia avrete subito la possibilità di degustare uno dei migliori vini bianchi italiani: il Cinque Terre e la più nota versione dolce, il Cinque Terre Sciacchetrà, che viene invecchiato fino a 4-5 anni. Proprio al confine con la Toscana è la zona del DOC Colli di Luni, ottenuto da vitigni coltivati su terreni argilloso-calcarei, con ottimi risultati soprattutto nei vini rossi.
Sulle Cinque Terre molte cose sono state dette: un mare incantevole, una costa senza paragoni, un turismo a tutto tondo. Ma se tutto questo lo avete già visto, dirigetevi verso l'entroterra, troverete paesini accoglienti, tra caratteristici vigneti a terrazze e le prime propaggini dell’Appennino: Calice al Cornoviglio, S. Stefano Magra, Varese Ligure e molti altri. A Castelnuovo Magra ha sede l’Enoteca pubblica della Liguria e della Lunigiana, ospitata nelle cantine del settecentesco Palazzo Comunale, dove si possono degustare i vini della regione e della vicina provincia di Massa Carrara.
Anche nella Riviera di ponente le degustazioni di buon vino non mancheranno. Nei pressi di Genova si produce un buon vino bianco, delicato e dal sapore leggermente fruttato: il Portofino. Nelle province di Savona e di Imperia, dove il terreno bagnato da numerosi corsi d'acqua si fa più fertile, troverete una scelta maggiore di vini e una produzione locale più diffusa. Potrete assaggiare il Barbarossa, vino rosato amabile, il Campochiesa, nei tipi rosso e bianco, il Lumassina, dal colore dell'oro, il Pigato secco, uno dei vini più apprezzati sulla costa ligure, il Vermentino di Pietra Ligure, un vino superiore da pesce, il Rossese, vino rosso superiore, il Dolceacqua, un vino nobile, molto ricercato, che è difficile trovare fuori dalla sua terra.
L'AGRITURISMO E I SAPORI DELLA LIGURIA
Il mare la fa da padrone nella Liguria, vero e proprio completamento marino della grande regione subalpina. La regione ha una sua fisionomia autonoma ed estremamente spiccata, che nasce dalla necessità di far fronte ai difficili, se pur affascinanti, caratteri del territorio, stretto fra le montagne e il mare, nel quale è stato necessario un durissimo lavoro per strappare alla natura lembi di terra da coltivare. La vocazione marinara di Genova ha fatto il resto, cosicché la cucina ligure presenta quegli stessi caratteri originali ed autoctoni che caratterizzano la gente di Liguria. Una sosta in un buon agriturismo con ristoro ve ne darà una dimostrazione concreta.
LA PASTA. Sebbene la cucina tradizionale ligure, come e più di quella di altre regioni, tenda fondamentalmente ad usare prodotti locali, non disdegna di utilizzare per alcune preparazioni tipiche ingredienti provenienti da altre zone. E’ questo il caso dei ceci, ridotti in farina finissima e utilizzati nella farinata, una focaccia rigorosamente condita con olio d’oliva, orgoglio della Liguria, cotta al forno ed insaporita, a seconda delle località, con semplicissimi ingredienti, come pepe nero, cipolla tritata finissima, rosmarino. Ancora a base di farina di ceci è la panissa, una polenta rustica condita con olio d’oliva e cipolle. Ma il primo piatto ligure per eccellenza sono certamente le trenette con il pesto, una pasta lunga schiacciata, fatta tradizionalmente a mano, cotta con fagiolini e patate e condita con l’ormai universalmente nota salsa a base di basilico, pinoli, parmigiano e pecorino grattugiati e l’immancabile olio di oliva.
I SECONDI. Non sono numerosi, nonostante la sovrabbondanza di coste, i piatti a base di pesce, tanto che la cucina ligure è stata definita come “la cucina del ritorno” dei marinai a terra, con ampia presenza di ortaggi anche nei piatti a base di carne. Un esempio: la cima ripiena, realizzata con pancia di vitello cucita a forma di tasca e riempita con una ricca farcia di animelle, cervella, granelli, piselli, pinoli, carne tritata, condita con sale, pepe, vino, alloro e maggiorana, chiusa con un’altra cucitura, avvolta in un canovaccio e messa a bollire per circa due ore in acqua salata. Una volta cotta, viene raffreddata fra due pesi per essere poi affettata e servita fredda.
I DOLCI. Fra i dolci, infine, il duplice carattere della cucina ligure è ben rappresentato. Fanno pensare a lunghi viaggi per mare i biscotti alla genovese, austere fette biscottate profumate con semi di finocchio, mentre le pesche ripiene, farcite con mandorle o amaretti sbriciolati, mollica inzuppata nel latte, uova e zucchero sono un classico esempio di “cucina del ritorno”, basata sugli squisiti frutti freschi dell’agricoltura locale.
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