Guida agli agriturismi di Italia
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AGRITURISMO IN FRIULI-VENEZIA GIULIA

L'agriturismo in Friuli-Venezia Giulia ha ancora margini di sviluppo anche se fin da ora le caratteristiche di fondo dell’accoglienza friulana sono tranquillità, raffinatezza e buona tavola.  Per la sua posizione geografica, il Friuli-Venezia Giulia risulta al centro dei traffici provenienti sia dall’Est europeo sia dal Nord e dal Sud del continente. La storia recente di questa regione è piuttosto travagliata, essendo nata dopo la Seconda Guerra Mondiale, dall’unione del Friuli con il territorio di Trieste, tornato all’Italia. La convivenza tra lingue, culture e tradizioni diverse è una delle caratteristiche della regione.

Il turismo in Friuli Venezia Giulia è legato sia alle stazioni balneari dell’Adriatico sia alle località alpine. A spasso nel Friuli vi consigliamo una visita al Museo Archeologico Nazionale con sede a Cividale del Friuli, dove potrete anche ammirare il Tempietto Longobardo famoso per gli stucchi figurati risalenti all'VIII sec. Continuate il vostro itinerario con una piccola città che vi stupirà per la geometria del suo impianto. Si tratta di Palmanova, uno degli esempi più completi dell'urbanistica del cinquecento. Ha un perimetro a nove punte che a sua volta ingloba un poligono a nove lati. Le vie poi partono a raggiera in modo suggestivo dalla piazza centrale. Sempre alla ricerca di chicche turistiche visitate Aquileia, o meglio ciò che resta di un grande porto tardoromano, e Miramare, un promontorio a nord di Trieste scelto da Massimiliano d’Austria per farsi costruire uno dei più bei castelli dell'epoca (1860).

L'AGRITURISMO E I PRODOTTI DOC FRIULANI

Chi sceglie il Friuli-Venezia Giulia per una vacanza in agriturismo non può dimenticare le produzioni Doc di questa regione. Un prodotto Doc di fama internazionale è il Prosciutto San Daniele, la cui lavorazione, pur essendo ormai industriale, è tutelata da un disciplinare rigorosissimo che ne garantisce la qualità. Un prosciutto di lavorazione ancora artigianale si trova, invece, in Carnia, nel territorio della cittadina di Sauris, dove le tecniche di lavorazione prevedono che il coscio di maiale venga lavato con vinoe aceto, messo poi ad affumicare al fuoco delle cascine di legna di faggio e ginepro e infine stagionato per un anno. Tra i tanti formaggi, una vera prelibatezza è il Montasio, formaggio a pasta cotta, semidura, di latte bovino, la cui produzione risale già al 1200. Infine, una vera chicca per i buongustai e gli intenditori: la grappa o "sgnapa", distillata da vinacce o graspi, cioè bucce di diverse uve.

L'AGRITURISMO IN FRIULI-VENEZIA GIULIA E LA FESTA DA NON PERDERE

Festa di San Nicolo’ e i Krampus a Tarvisio

Chi volesse approfittare della festa dell'Immacolata per un approccio con l'agriturismo del Friuli Venezia Giulia e con tradizioni più profonde di questa regione, può recarsi a Tarvisio. Qui, ogni anno, tra il 5 e il 6 dicembre, le strade di Tarvisio sono percorse dal suono tumultuoso e spaventoso di campanacci e urlacci gutturali e selvaggi; tra il fumo di torce si intravede la statua di San Nicolò, dispensatore di dolci e benedizioni. Alla figura di San Nicolò si accompagnano inquietanti soggetti, raffiguranti Krampus, un personaggio che incuteva terrore nei piccoli con la sua figura villosa, due enormi corna sul capo, il viso annerito e una lunga lingua rossa che gli usciva dalla bocca: compariva con un sacco per rapire i bambini capricciosi e con una frusta per castigarli.

I Krampus. Mentre quindi il Santo rassicura con i suoi doni, i Krampus non disdegnano di assestare qualche vergata ai giovani peccatori più impenitenti, simboliche per lo più ma anche consistenti per i bricconcelli del luogo, ben protetti con imbottiture all’uopo approntate, di cui i Krampus, allenati da anni di tirocinio e di feste già vissute, sono in grado di riconoscere addirittura la consistenza dello spessore dal suono della bacchettata.
Un momento particolarmente affascinante della festa è quando San Nicolò si reca presso le case a trovare i bambini, di cui è protettore, donando loro dolci e frutta secca. Un tempo si confezionavano appositamente, soprattutto a Trieste, i San Nicolò di Zucchero e i diavolini, cioè i Krampus di frutta secca infilzati su stecchi di legno o fil di ferro. Era tradizione che i bambini mettessero alla finestra, la sera della vigilia una calza, una scarpa o un piatto, che il Santo avrebbe colmato con delizie se fossero stati buoni, al contrario avrebbe loro lasciato una bacchetta, o il granatino per lavarsi ai meno puliti. E siccome San Nicolò viaggiava a bordo di un asinello, per il suo ristoro venivano anche preparati crusca, fieno ed acqua.

L'AGRITURISMO E I VINI DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA

Nonostante il territorio sia relativamente limitato, il Friuli Venezia Giulia rappresenta una zona di produzione vinicola di prim'ordine. Lo slogan coniato dalla regione "un vigneto chiamato Friuli" non risulta affatto enfatico ma testimonia una realtà vera e di tutto rispetto. Chi ha pazienza e voglia di girare per le campagne friulane, potrà scoprire anche da sé le aziende agricole e magari fermarsi anche in quelle che effettuano vendita diretta e servizio di agriturismo.

Due sono le zone votate principalmente alla coltivazione a vigneti: la pianura che da Pordenone scende verso il mare (la distesa delle Grave, nell’entroterra, e la Bassa friulana sulla costa) e la zona collinare (i Colli orientali e il Collio) che comprende le province di Udine e Gorizia, fino agli estremi confini nazionali. Nella prima ai bianchi delle Grave (Tocai Friulano, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Chardonnay) fanno da contraltare i vitigni a bacca rossa come Merlot, Cabernet e Refosco dal Peduncolo Rosso. Tutti vini di qualità eccellente, noti fin dall’antichità, che accompagnano splendidamente le squisite produzioni locali, come il prosciutto San Daniele.
Nella zona dei Colli orientali e del Collio prevalgono i bianchi (Tocai Friulano, Sauvignon, Pinot Grigio). Meritano una particolare menzione i sontuosi DOC del Collio per la delicatezza dei profumi e la morbidezza del gusto.
 

L'AGRITURISMO E I SAPORI DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA

Ancora una regione dal duplice nome, ad indicare le due zone nettamente distinte che la compongono, dal montuoso Friuli, che nella sua antica, calda ospitalità offre al visitatore i prodotti più genuini e legati alla terra, prima fra tutti la polenta, che in epoche lontane si otteneva con farine di ceci, di fave, di grano saraceno. La storia ha profondamente inciso sui caratteri della Venezia Giulia, ed in particolare del territorio di Trieste, resa inequivocabilmente mitteleuropea e cosmopolita. La zona costiera vicino a Venezia, infine, non poteva non risentire dell’influenza della Serenissima, trasmessa ovviamente anche ai cibi. Dove meglio dell'agriturismo si potranno comprendere e gustare questi caratteri della cucina differenti e complementari fra loro?

I PRIMI. La polenta friulana costituisce l’alimento base per tutti i pasti, dalla colazione, nella quale viene consumata con il latte, semplicemente tagliata a fette, al pranzo e alla cena, dove viene servita con i condimenti più diversi. E’ caratterizzata da una cottura lunga, che la rende particolarmente densa, tanto da poter essere tagliata a caldo con lo spago. Fra preparazioni più diffuse, gli gnocchi di polenta, ottenuti tagliando la polenta fredda (anche avanzata) in piccoli dadi, riscaldati vesandovi acqua bollente salata e conditi con burro fuso e ricotta affumicata. Altrettanto semplice la polenta al burro, tagliata a fette e messsa al forno, dopo averla cosparsa con burro fuso, formaggio grattugiato e cannella. Analogo procedimento caratterizza gli gnocchi di zucca, ottenuti con un impasto di zucca cotta precedentemente in forno, farina, uova, formaggio grattugiato, lessati e successivmente passati in forno, ricoperti con burro, salvia e pangrattato. Un primo piatto comune tra Friuli e zona di Trieste è la minestra di fagioli e orzo ispirata all’austriaca Ritschert, una zuppa davvero sostanziosa condita con pancetta o lardo, salsicce, cui, a seconda delle versioni, si aggiungono chicchi di mais, patate, osso di prosciutto, cipolla, carota, sedano, prezzemolo, basilico.

I SECONDI. Fra i piatti di mezzo, l’influsso austro-ungarico à evidente nel gulasch alla triestina, polpa di manzo fatta rosolare a pezzetti in grasso di maiale fresco, con cipolle, paprika ed erbe aromatiche, aggiungendo all’intingolo a metà cottura abbondante salsa di pomodoro. Lievemente diverso l’altrettanto piccante guanciale di manzo con cumino, che come grasso di cottura adotta il tradizionale ont, burro fatto dorare, poi travasato e conservato in fresco (oggi in frigorifero, dove resiste per qualche mese). Rosolato con aglio e cipolla, viene poi spruzzato con aceto e insaporito con cumino e peperoncino. I piatti di carne friulani vengono spesso accompagnato dal contorno-simbolo del Friuli, la brovade, realizzata con rape fresche cotte a listerelle in brodo di maiale, dopo essere state lsciate a macerare per trenta giorni nella feccia di vino o vinaccia.
Nelle zone costiere si segnala il brodeto, ovviamente di pesce, una zuppa realizzata con ghiozzi o scorfani, pesce SanPietro, coda di rospo, rombo,e/o triglia. Gli scorfani vengono lessati in acqua con pomodoro, successivamente diliscati setacciati e uniti al brodo di cottura, gli altri pesci vengono fritti, spruzzati con aceto e vino bianco, ed infine ricoperti con il brodeto.

I DOLCI. Anche nei dolci i diversi caratteri di quelle che potremmo chiamare sub-regioni sono ben riconoscibili; appaiono chiaramente friulani gli gnocchi di susine, ottenuti con un impasto lievitato di farina, uova, latte, burro e zucchero, collocando al centro di ogni gnocco mezza susina disossata. Cotti nell’acqua bollente, gli gnocchi vengono passati in burro fuso e pangrattato e spolverizzati di zucchero. Rievoca i fasti austro-ungarici il presnitz triestino, una specie di ciambella arrotolata a spirale, farcito con uvetta, mandorle, noci, pinoli, frutta candita, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, il tutto in vino di Cipro e rum. Nel popolare strucolo, infine, il ripieno è arricchito da ricotta fresca.

Agriturismo Pasqua
Iter Edizioni

MAPPA FRIULI VENEZIA GIULIA

 

A PIEDI NEL FRIULI-VENEZIA GIULIA