17-22 gennaio 2012: la festa di sant’Antonio abate nella tradizione italiana

Aggiornato il: 02/02/2012

In tutta Italia moltissimi sono i comuni che festeggiano sant’Antonio abate con falò, sagre e feste volte a riproporre le tradizioni enogastronomiche del luogo. Trascorrere questo weekend negli agriturismi presso le piazze e i borghi in cui è ancora molto viva la festa del Santo può essere un motivo per scoprire i colori e i sapori di una volta.
Patrono di agricoltori, allevatori, becchini, calzolai, campanari, canestrai, concimatori, eremiti, macellai, mietitori, monaci, notai, salumieri, tessitori, tosatori di cani, fabbricanti di confetture, guanti, spazzole e di stoviglie, sant’Antonio abate è presente in molti proverbi, soprattutto in quelli “meteorologici” per sottolineare che nel giorno della sua festa (17 gennaio) si è nel cuore della stagione invernale. “Sant’Antonio, la gran freddura; san Lorenzo (10 agosto) la gran calura; l’una e l’altra poco dura”.
Sant’Antonio abate è considerato il protettore per eccellenza degli animali domestici che nel giorno della sua festa, il 17 gennaio, in tutt’Italia vengono benedetti sul sagrato delle chiese. In questa occasione è antica usanza di offrire ai sacerdoti che impartiscono la benedizione dei doni in natura, spesso gastronomici, che poi vengono venduti e il ricavato devoluto in beneficenza. Si distribuiscono anche le immagini di “sant’Antonio del purcel” (“sant’Antonio del maiale”), come viene affettuosamente chiamato, che sono poi affisse dovunque nelle stalle a protezione del bestiame. Nella devozione popolare si tramandano diverse invocazioni a sant’Antonio per la protezione degli animali domestici.
La festa di sant’Antonio abate può rappresentare sia per i grandi sia per i più piccini uno stimolo per guardare più da vicino le stalle degli agriturismi delle nostre regioni italiane!